454395211942308

copertura yurta

Lunga vita alla Yurta! 🍾🥂

Lunga vita alla Yurta!

Quanti anni può durare una Yurta? Bisogna fare manutenzione ogni anno? Sono domande che mi fanno tutti quelli che hanno intenzione di comprare una Yurta. Giusta domanda, giustissima, e io rispondo a tutti la stessa cosa: Dipende.

Da che cosa dipende? Prima di rispondere entrando nei particolari, vorrei raccontare una mia esperienza che mi ha fatto riflettere e letteralmente commuovere.

Eravamo ancora agli inizi della nostra avventura nella costruzione di Yurte quando un giorno mi hanno chiesto di fare un sopralluogo in un campeggio dove c’erano montate 5 Yurte importate dalla Mongolia. Il proprietario del campeggio le ha acquistate su internet senza averle mai viste montate, e quando sono arrivate ha fatto fatica ad assemblarle. Erano di dimensioni varie, da 5 a 6m di diametro. Erano molto basse, da fuori i teli erano sbiaditi, ma comunque in condizioni abbastanza buone, senza buchi o strappi.

Quando sono entrata nella prima più piccola mi si è stretto il cuore. I pali del tetto, la corona e le due colonne erano dipinti, con colori in tanti punti ormai scrostati, ma i disegni erano meravigliosi. Avvicinandomi alle pareti per vedere meglio le condizioni delle assi del graticcio, mi sono resa conto che stavo dentro ad una struttura molto vecchia, non meno di 50/60 anni o forse anche di più. Ogni singolo listello era tagliato e curvato a mano, non ce n’erano due uguali. I nodi con cui erano intrecciati tra di loro erano duri, giallastri, di materiale organico, sicuramente di budella di capra o pecora.

Era una magnifica struttura, un gioiello, con tutti i segni del tempo, delicata ma ancora in piedi, orgogliosa. Chissà quanti ricordi conservava, a quante persone aveva dato rifugio e quanta strada aveva fatto prima di arrivare in Italia. Pensando a tutte queste domande nella mia testa in silenzio mi sono commossa.

Immaginavo la famiglia che la possedeva, la loro storia, la decisione difficile di lasciare la vita nomade in cerca di fortuna nella città di Ulaanbaatar, e per realizzare qualche soldo, avevano venduto quella Yurta ai commercianti che guadagnavano bene con la crescente moda e richieste del mercato occidentale.

Sì, perché questa è la triste realtà dei pastori nomadi dell’Asia centrale. È sempre più difficile sopravvivere di pastorizia, e le generazioni più giovani non vogliono più vivere isolati dal mondo moderno. Negli ultimi 20 anni sono nati come funghi le imprese di importazione di Yurte dalla Mongolia o dal Kirghizistan. Nei sobborghi di Ulaanbaatar si sono aperte nuove segherie dove costruiscono Yurte in serie, di tutte le misure e richieste anche dei particolari.

Ma quelle 5 Yurte non erano di costruzione nuova, e se vogliamo vedere la loro storia con positività almeno non sono state buttate o bruciate nella stufa di qualcuno, ma erano ancora in piedi a dare rifugio ai turisti curiosi che sicuramente hanno apprezzato la loro bellezza.

Allora alla domanda “quanto può durare una Yurta” potrei rispondre così: Tutta la vita, volendo anche di più di una vita.

Vorrei condividere qui le mie considerazioni al riguardo, basate sulle esperienze di ristrutturazioni, smontaggio, spostamento e rimontaggio di Yurte importate dalla Mongolia o da altri paesi, e di Yurte moderne costruite da noi in 14 anni.


Quali sono i fattori determinanti per la longevità di una Yurta?

Vorrei cominciare dalla sua destinazione d’uso. Le sue origini, le pianure distese dell’Asia centrale appunto indicano la sua funzione e la praticità della sua struttura. Era ed è ancora l’abitazione dei pastori nomadi. Una casa che assicurava protezione, spazio per condividere i pasti, luogo di racconti, giochi, canti e condivisione di momenti di riposo per i suoi abitanti, famiglie a volte costituite dai membri di tre generazioni. Doveva essere una struttura robusta ma leggera, facilmente smontabile in breve tempo, trasportabile con carri trainati da animali e rimontabile nuovamente in luoghi diversi. Perché in ogni stagione la famiglia si spostava insieme agli animali in cerca di pascoli nuovi e un luogo sicuro dove passare l’inverno.

Il concetto di casa per i popoli nomadi è molto diverso dal nostro occidentale. L’arredamento è semplice, pratico e smontabile, o per lo meno facilmente trasportabile. Non devono contenere tantissimi oggetti, giusto quello che serve per scaldarsi, per preparare e consumare i pasti e per fare piccoli lavori artigianali come preparare corde, nastri che servono per il montaggio e per la manutenzione delle Yurte stesse.

Ed ecco, qui viene il secondo punto importante, la costante manutenzione. Ogni volta che la Yurta viene smontata i pezzi danneggiati vengono riparati oppure sostituiti. Siccome ogni componente è realizzato dai membri della famiglia, utilizzando materiali disponibili nella natura, non è un problema rifare il pezzo mancante. I lavori manuali vengono trasmessi da generazioni in generazioni. I bambini sono coinvolti nei lavori domestici, nella cura degli animali, acquisiscono conoscenza dei materiali e delle tecniche giocando.

Considerando che la Yurta nasce come struttura nomade, e come tale viene curata costantemente. Grazie a questo ha una vita molto lunga, probabilmente utilizzata da una generazione dopo l’altra.


Può essere usata la Yurta come una struttura permanente?

Chi acquista una Yurta in occidente difficilmente vuole spostarla ogni 3 mesi. Piuttosto ha l’idea di piazzarla nel giardino, su un terreno agricolo, in un campeggio o glamping e utilizzarla tutto l’anno. Dal 2018 in Italia anche le leggi sono cambiate riguardo i permessi e la Yurta rientra nell’edilizia libera come struttura mobile. Ormai in tanti regioni esistono campeggi, glamping o agriturismi che hanno una o più Yurte, vengono offerte per attività varie, yoga, ritiri spirituali, trattamenti olistici, o per ospitare turisti. Sono arredate per ogni comodità, in alcuni casi anche con bagno.

Per garantire una lunga vita alla Yurta bisogna adattarla al nostro clima. Il nemico peggiore di una Yurta è l’umidità. In Mongolia le Yurte non hanno pavimento, sono appoggiati sui teli di plastica (anticamente erano solo strati di feltro e tappeti), e sono ancorati con le corde per garantire stabilità nel vento forte. Anche se piove o nevica il telo esterno e gli strati di feltro sotto si asciugano con i venti che a volte soffiano anche 70 - 80 km/h.

Il nostro clima è piovoso, in inverno sopratutto, non si può pensare di appoggiare la Yurta in terra, bisogna alzarla su un pavimento costruito in modo che le coperture non tocchino terra, altrimenti porteranno umidità all’interno e fra gli strati, e presto comincerà fiorire la muffa ovunque attaccando anche la struttura in legno.

Oltre il pavimento rialzato bisogna utilizzare un isolante valido sotto la copertura esterna, che impedisce all’acqua di infiltrarsi negli strati di feltro. Di solito le Yurte importate dalla Mongolia hanno uno strato di feltro di lana, spesso 3/4 cm fatto a mano (ultimamente non di pura lana ma fibre miste sintetiche) e una membrana traspirante (tessuto non tessuto) che dovrebbe garantire l’impermeabilità.

La nostra esperienza con tale materiale, è che dopo qualche anno la copertura esterna si degrada, come qualsiasi tessuto esposto costantemente al sole, pioggia e vento, e la membrana non regge più l’acqua. Bisogna utilizzare isolanti plastici, anche se poco popolari per il fatto che non sono biodegradabili, ma per la longevità della Yurta nel nostro clima è indispensabile. Altrimenti si affronteranno spese di nuove coperture ogni 2/3 anni. Ottimi isolanti sono gli isolanti termo riflettenti che proteggono non solo dall’umidità ma in estate riflettono i raggi solari, evitando così che la temperatura nella yurta diventi troppo alta, e l’inverno invece trattiene il calore prodotto dalla stufa o da qualsiasi altra fonte di calore. 👉Leggi l’articolo!

Il pavimento rialzato

Come si costruisce un pavimento rialzato passo per passo.

Lezione disponibile online nella scuola di Yurtati.

Per ultimo ma non meno importante è l’ancoraggio della Yurta, soprattutto della copertura esterna. Ci sono tanti modi per ancorare la Yurta, se è sistemato su un pavimento rialzato si può fissare la struttura direttamente al pavimento, utilizzando fascette di alluminio avvitate alle pareti e al pavimento. Le coperture invece è consigliabile legare con corde in diversi punti, in alto e in basso sotto il pavimento, e fissarle con listelli avvitati intorno la porta.

Vorrei concludere con alcuni consigli: La Yurta è una tenda, va utilizzata e mantenuta con cura. Se è possibile non va lasciata incustodita, se è lontano dall’abitazione va controllata spesso, sopratutto dopo forti venti e pioggia. Quando si entra in una Yurta si può accorgere subito se qualcosa è fuori posto, per esempio se le due colonne centrali che sostengono la corona sono spostate o non sono parallele si può riaccostarle facendo delicati colpi con il piede.

Se la vostra Yurta ha la cupola apribile in policarbonato non lasciatela mai aperta quando vi allontanate, un forte vento potrebbe strapparla via.

L’estate si possono controllare i teli di copertura, aprendo le corde, alzandoli e controllando che tutto stia al suo posto. Non richiede tanto tempo, una giornata di tempo stabile asciutto.

Tutte queste cose potrebbero sembrare complicate ma non è così, è un diverso modo di “abitare”, basta immaginare di essere un pò nomadi. 😎

🤗

Parliamo di isolamento in feltro

 Parliamo di isolamento in feltro

Le Yurte dai tempi antichi sono state coperte di feltro.

Era il materiale più a portata di mano ai pastori nomadi dell’Asia centrale, perché per produrlo non necessitava alcun attrezzo da trasportare, solo acqua calda, lana e olio di gomito. 😉

Ma che cosa è il Feltro?

Il feltro è un materiale naturale, un “tessuto” non tessuto perché non ha trama e ordito. Se lo tagliamo e osserviamo la sezione dal profilo non c’è una tessitura regolare solo peli ingarbugliati.

E’ un materiale forte, resistente, compatto, Isola dal caldo dal freddo e dall’umidità.

Ricavato da peli di animale (pecora, capra, cammello, yak etc…) tosata, lavata, cardata e messa in diversi strati, bagnati con acqua calda e rullati affinché i peli si ingarbugliano e gli strati si infeltriscono fra di loro formando uno strato unico compatto e resistente.


454395211942308